PUN e PSV in aumento: cosa sta succedendo di nuovo nello Stretto di Hormuz?

Nelle ultime settimane il prezzo dell’energia è tornato a salire. Il PUN, cioè il principale riferimento per l’elettricità all’ingrosso in Italia, ha registrato un forte rialzo nella settimana dal 13 al 19 luglio. Anche il mercato del gas è nuovamente sotto pressione, con quotazioni europee spinte verso l’alto dalle tensioni in Medio Oriente.

Al centro dell’attenzione c’è ancora una volta lo Stretto di Hormuz, un passaggio marittimo molto lontano dall’Italia ma fondamentale per il trasporto mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto. Quando la navigazione rallenta o diventa più rischiosa, i mercati temono una riduzione delle forniture e i prezzi possono salire rapidamente.

Ma cosa significa davvero per le famiglie italiane? E soprattutto: un aumento del PUN e del PSV porta automaticamente a una bolletta più cara? Vediamolo in modo semplice.

Cosa sta succedendo di nuovo nello Stretto di Hormuz?

Dopo l’accordo provvisorio raggiunto a giugno, il passaggio delle navi attraverso lo stretto aveva iniziato a mostrare alcuni segnali di ripresa. Il traffico, però, è rimasto molto più basso rispetto ai livelli precedenti alla crisi e la situazione non è tornata completamente normale.

Nel mese di luglio le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran, insieme ai rischi per le navi e alle difficoltà nel garantire un transito sicuro, hanno riacceso la preoccupazione. Ogni notizia di attacchi, blocchi o fallimento dei negoziati provoca movimenti immediati sui mercati dell’energia.

Questo spiega perché i prezzi possano cambiare anche in pochi giorni: scendono quando aumenta la speranza di una tregua e tornano a salire quando il rischio di nuove interruzioni diventa più concreto.

Perché lo Stretto di Hormuz è così importante?

Lo Stretto di Hormuz separa l’Iran dalla penisola arabica e collega il Golfo Persico al Golfo di Oman. È uno dei passaggi energetici più importanti al mondo.

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, nel 2025 attraverso questo tratto di mare sono transitati circa 20 milioni di barili al giorno tra petrolio greggio e prodotti petroliferi, pari a circa un quarto del commercio mondiale di petrolio trasportato via mare. Da Hormuz passa inoltre quasi il 20% del commercio globale di gas naturale liquefatto, soprattutto grazie alle esportazioni del Qatar e degli Emirati Arabi Uniti.

Le rotte alternative sono limitate. Per questo anche un rallentamento temporaneo può aumentare i costi di trasporto, assicurazione e approvvigionamento, con conseguenze che arrivano fino ai mercati europei.

PUN e PSV: cosa significano?

Il PUN Index GME è il principale indice di riferimento del mercato elettrico italiano. Indica il prezzo medio dell’energia acquistata e venduta all’ingrosso. Le offerte luce a prezzo variabile possono seguire questo indice, al quale il fornitore aggiunge normalmente uno spread.

Il PSV, Punto di Scambio Virtuale, è invece il riferimento italiano per il gas naturale. Anche in questo caso le offerte variabili possono essere composte dal valore del PSV più un contributo stabilito dal fornitore.

Quando questi indici aumentano, la componente energia delle offerte indicizzate può diventare più cara. Non significa però che l’intera bolletta aumenti nella stessa percentuale, perché nel totale sono presenti anche costi fissi, trasporto, oneri e imposte.

Quanto stanno aumentando i prezzi?

Nella settimana dal 13 al 19 luglio 2026 il PUN Index GME ha raggiunto una media di 161,23 euro per MWh, rispetto ai 144,09 euro per MWh della settimana precedente. Si tratta di un aumento evidente, legato non soltanto alla situazione geopolitica, ma anche alla domanda estiva di elettricità e all’uso dei condizionatori.

Sul fronte del gas, il mercato europeo TTF ha chiuso il 24 luglio a 63,14 euro per MWh, ancora in rialzo mentre gli operatori guardavano agli sviluppi del conflitto e alla situazione dello stretto.

Per il PSV è importante fare una precisazione: il valore mensile ufficiale viene pubblicato soltanto all’inizio del mese successivo. L’ultimo dato definitivo disponibile è quindi quello di giugno 2026, pari a 47,18 euro per MWh. Il dato completo di luglio sarà disponibile nei primi giorni di agosto. Le quotazioni osservate durante il mese indicano comunque una nuova pressione rialzista sul mercato del gas.

Perché l’aumento del gas può far salire anche la luce?

Gas ed elettricità sono strettamente collegati. In Italia una parte importante dell’energia elettrica viene prodotta utilizzando centrali a gas. Se il combustibile costa di più, aumenta anche il costo necessario per produrre corrente.
Il prezzo della luce dipende comunque da più fattori:

  • domanda di energia, che in estate cresce con l’uso dei climatizzatori;
  • produzione da fonti rinnovabili, come sole, vento e acqua;
  • disponibilità delle centrali e delle importazioni dall’estero;
  • prezzo del gas e delle emissioni;
  • tensioni internazionali e costi di trasporto.

Lo Stretto di Hormuz non è quindi l’unica causa dell’aumento del PUN, ma rappresenta un elemento importante perché rende più incerta la disponibilità futura di gas e petrolio.

Le bollette aumenteranno subito?

Non necessariamente, e soprattutto non per tutti nello stesso momento. La conseguenza dipende dal tipo di contratto attivo.

  • Offerta a prezzo variabile
    Se il prezzo della tua offerta segue il PUN per la luce o il PSV per il gas, gli aumenti possono riflettersi sulle bollette successive. Il risultato dipende anche dallo spread e dai costi fissi previsti dal contratto.
  • Offerta a prezzo fisso
    Il prezzo della materia energia resta normalmente bloccato per il periodo indicato nelle condizioni economiche. Le variazioni del mercato non modificano subito il prezzo concordato, ma è importante controllare la data di scadenza e le nuove condizioni che il fornitore potrebbe proporre.
    Per capire che tipo di contratto hai, consulta la nostra guida sulla nuova bolletta luce e gas 2026: troverai i punti esatti in cui controllare prezzo, condizioni e scadenza dell’offerta.

Cosa puoi controllare oggi sulla tua bolletta?

Non possiamo sapere con certezza quanto dureranno le tensioni internazionali, ma possiamo controllare se il contratto attuale è ancora adatto alle nostre esigenze.

  1. . Verifica se l’offerta è a prezzo fisso oppure variabile.
  2. . Controlla il prezzo al kWh per la luce e al metro cubo standard per il gas.
  3. . Cerca l’eventuale spread aggiunto al PUN o al PSV.
  4. . Controlla i costi fissi mensili o annuali.
  5. . Verifica la data di scadenza delle condizioni economiche.
  6. . Confronta l’importo con i consumi reali, non soltanto con la bolletta precedente.

Se i consumi sono rimasti simili ma il totale continua a crescere, leggi anche i 7 segnali che indicano che stai pagando più del dovuto.

Meglio una tariffa fissa o variabile?

Non esiste una scelta migliore per tutti. Una tariffa variabile permette di beneficiare delle eventuali diminuzioni del mercato, ma espone maggiormente ai rialzi. Una tariffa fissa offre più stabilità, ma va valutata controllando il prezzo iniziale, la durata e i costi fissi.

La decisione dovrebbe dipendere dai tuoi consumi, dalla durata prevista del contratto e dalla necessità di avere una spesa più prevedibile. Prima di cambiare, è utile confrontare il costo complessivo e non fermarsi al solo prezzo pubblicizzato.

Per approfondire il cambio di fornitore puoi consultare la guida Come cambiare offerta luce e gas, con i controlli da fare prima di scegliere una nuova tariffa.

Il punto: controllare prima che arrivi una bolletta più alta

Le nuove tensioni nello Stretto di Hormuz mostrano quanto velocemente possa cambiare il mercato dell’energia. Questo non significa che tutte le bollette aumenteranno immediatamente, ma chi ha un’offerta indicizzata dovrebbe conoscere il proprio prezzo e controllarne periodicamente l’andamento.

Avevamo già spiegato gli effetti della crisi nel precedente approfondimento sullo Stretto di Hormuz e il rischio di aumento delle bollette. Oggi la novità è che, nonostante i tentativi di riapertura, il traffico energetico non è ancora tornato alla normalità e le nuove tensioni stanno alimentando un’altra fase di volatilità.

Con Compara e Risparmi puoi controllare gratuitamente la tua bolletta e confrontare le offerte disponibili in base ai tuoi consumi reali. L’obiettivo non è cambiare a tutti i costi, ma capire se la tariffa attuale è ancora conveniente e se esiste una soluzione più adatta alle tue esigenze.

Vai alla sezione offerte luce e gas e richiedi una consulenza gratuita e senza impegno.

Domande frequenti

Perché il prezzo del gas aumenta quando ci sono tensioni a Hormuz?
Perché dallo stretto passa una quota molto importante del gas naturale liquefatto mondiale. Se il traffico rallenta, il mercato teme una minore disponibilità e i prezzi possono salire.
L’aumento del gas fa salire anche il PUN?
Può contribuire. Molte centrali elettriche italiane utilizzano gas naturale, quindi un combustibile più costoso può aumentare anche il prezzo dell’elettricità all’ingrosso.
Chi ha una tariffa fissa subirà subito gli aumenti?
In genere no, perché il prezzo della materia energia resta quello stabilito dal contratto fino alla scadenza delle condizioni economiche.
Come faccio a sapere se la mia offerta segue PUN o PSV?
Controlla il Box dell’offerta, le condizioni economiche o il dettaglio della spesa. Le formule “PUN più spread” e “PSV più contributo” indicano normalmente una tariffa variabile.
Il PSV di luglio 2026 è già definitivo?
No. Il valore mensile ufficiale viene pubblicato nei primi giorni del mese successivo. Fino ad allora si possono osservare le quotazioni giornaliere, ma la media completa di luglio non è ancora definitiva.

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